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giovedì 24 dicembre 2009

Berlusconi, l'Italia non e' La Ruota della Fortuna o il TG4


Il premier traccia un bilancio del 2009 e annuncia le principali iniziative per il nuovo anno: "La ripresa economica inizierà nel 2010". Tasse, "un merito non aver messo mani nelle tasche dei cittadini". E poi aggiunge: "I disfattisti la smettano di produrre odio e pessimismo". Poveretto, come soffre. Dopo 15 anni di potere NON ha ancora capito che oltre il 60% della popolazione italiana NON vive come Alice nel paese delle Meraviglie, se ne frega dei suoi patetici fervorini sull'ottimismo, NON guarda i TG di regime e NON legge la stampa serva come Libero e Il Giornale. Insomma gli italiani sono meno "coglioni" di quel che il nostro presidente del consiglio pensa. Perche' qualcuno non gli suggerisce un atto intelligente invece che furbo, in modo da tentare di rimanere nella storia senza questa enorme carica di karma negativo? Mister premier, permette un paio di consigli gratuiti? Uno, si studi come si fa comunicazione politica in democrazia ai tempi della Grande Recessione. Due, licenzi quei maggiordomi di Bonaiuti, Cicchitto, Ghedini e assuma al loro posto con un bel contratto in euro David Axelrod, il consulente politico di Barack Obama (il quale comunque supponiamo le risponderebbe: "Ma lei e' pazzo, se la sbrighi da solo!").

sabato 19 dicembre 2009

Bersani "is not fit" per guidare l'opposizione


Ci siamo chiesti tante volte: perche' mai uno come Pierluigi Bersani e' il leader del piu' forte partito d'opposizione? Bhe', essendo l'uomo-predellino di Masssimo D'Alema, il segretario del PD incarna meglio di ogni altro i tratti di una leadership incolore, insapore, inodore e indolore... mentre in cabina di regia "Baffino" puo' continuare a tramare nell'ombra perseguendo all'apparenza intelligenti strategie politiche.

Da quando D'Alema ha perso l'occasione storica di porre sul tavolo la questione del conflitto di interessi (da cui deriva l'anomalia di un uomo come Berlusconi al governo) ed essendo cio' accaduto nel momento di apogeo con la conquista di Palazzo Chigi, ebbene da quel momento lo stesso D'Alema avrebbe dovuto farsi da parte, auto-escludersi od essere escluso, meditando sulle "dure repliche" della storia ma certamente non rimanendo nel PD come la vera eminenza grigia - e fatto fuori Veltroni, ancor di piu'. Fosse stato eletto al Quirinale Max avrebbe fatto meglio di Napolitano (ma chi puo' dirlo, col complesso d'inferiorita' di questi ex PCI?). Non e' andata cosi' e oggi D'Alema continua a far danno al PD e al paese (vedi inciucio raccontato nel post "Il Lodo D'Alema").

Detto questo, citiamo un articolo del Foglio dal titolo: "Che cosa c’è dietro la timidissima comunicazione del segretario Bersani" che verte su una questione cruciale. Ecco: "Con una certa spericolatezza, l’aveva preannunciato ai giornalisti presenti il portavoce di sempre, Stefano Di Traglia, nel giorno dell’incoronazione all’assemblea nazionale del Pd: “Bersani non vi darà titoli”. Ancor più spericolatamente la promessa, a due mesi dall’elezione alla segreteria, appare mantenuta. Di titoli ai giornali Bersani ne ha dati pochini". Esatto. Come negarlo? La verita' e' che uno come Bersani non solo non da' i titoli, ma non dara' neanche i voti!

Qui purtroppo bisogna aggiungere che non sono nemmeno le idee che contano: le idee di un uomo giusto e corretto come Bersani magari sono buone. Ma il problema e' un altro.

Cioe': Bersani non e' carismatico mentre oggi per governare a Roma serve carisma. Bersani non e' un buon oratore e la politica - in Italia e nel mondo - richiede capacita' di "affabulazione", "visione", "epica", "dramma" perfino senso della "tragedia della storia". Berlusconi da questo punto di vista, per il suo pubblico, non fa una piega. Bersani invece balbetta, si mangia le parole, non arringa ne' trascina, e' timido, impacciato, nervoso. Non ha idea di cosa siano retorica e oratoria. E' un fallimento, in termini di leadership.

Ecco perche' Bersani "is not fit". Siamo lontani anni luce dal nostro Obama italiano.